KOBUDO - A.S.D. RONIN KAI TUSCANIA

aggiornato al 19/05/2020
ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA
RONIN KAI KARATE SHOTOKAN
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Discipline
LA STORIA DEL KOBUDO
L'arte  del kobudo si riferisce all'uso delle armi, si distingue dalle altre  arti marziali perchè non utilizza armi tradizionali come la spada , la  lancia, o l'arco.
All'origine  di questa pratica, i contadini di Okinawa usavano dei semplici  strumenti della vita quotidiana e degli attrezzi agricoli per  difendersi. il Bo (bastone lungo), l'Eku (remo), il Kama (falcetto),  erano spesso usati come armi. Nello stesso modo il Sai, il Nunchaku e il  Tonfa servivano a due scopi nelle mani di questi contadini di natura  pacifica. Quindi , bisogna insistere sul fatto che l'uso di questi  strumenti si è sviluppato al okinawa per uno scopo strettamente  difensivo.al 20° secolo, il Kobujutsu non era nè considerato come arte  marziale nè praticato come tale sull'isola. Ci si esercitava con ogni  strumento in segreto nei diversi villaggi. Gli abitanti di un villaggio  preferivano le tecniche del Bo mentre quelli di altri villaggi  sceglievano quelle del tonfa o del nunchaku. Ognuno teneva per sè le sue  tecniche.All'inizio del 20° secolo, Shinko Matayoshi, si interessò  all'arte del Kobudo e sviluppò vari kata per le diverse armi.Il figlio  di Shinko Matayoshi, Shimpo Matayoshi, iniziò ad insegnare la sua arte  dopo la morte di suo padre nel 1947 nella città di Kawasaki. Nel 1960,  ritornò sull'isola di Okinawa, e dieci anni più tardi, formò la  federazione di Kobudo del Ryukyu o "Ryukyu Kobudo Renmei".Attualmente ,  esistono numerose organizzazioni di Kobudo di Okinawa, e la maggioranza  sono ramificazioni delle due scuole principali.È importante sottolineare  che, almeno fino all'inizio di questo secolo, il era un'arte alquanto  frammentaria. Vi erano infatti dei maestri esperti nell'uso di una o due  armi al massimo e di relativi uno o due Senza l'aiuto, la passione e  l'opera di raccolta delmaestro Shinko Matayoshi gran parte delle antiche  tecniche del Kobudo non sarebbero arrivate a noi.nostra scuola segue  direttamente il maestro Zenei OSHIRO.
Nato  ad Okinawa , è attualmente 8° dan di Karate stile Goju-ryu e 8° dan di  Kobudo della scuola del M° MATAYOSHI. A 18 anni, Zenei OSHIRO si dedica  allo studio del Kobudo com M° Shinpo MATAYOSHI.
A  25 anni, il M° Zenei OSHIRO parte per la Germania, insegnando sia  Karate che Kobudo per 4 anni a Dusseldorf per poi ritornare di nuovo ad  Okinawa. Finalmente, nel novembre 1986, il M° OSHIRO decide di ritornare  in Europa, questa volta per fermarsi in Francia, dove risiede tuttora. è  il responsabile di Karate stile Goju-ryu della Federazione francese di  Karate, FFKAMA, ed è il responsabile della scuola Shodokan di Okinawa  per tutta l'Europa. é,' inoltre, il responsabile tecnico di numerosi  dojo in Europa: Portogallo, Svizzera, Italia ed in tutta la Francia,  nonchè dell'Accademia Internazionale di Kobudo di Okinawa.


Nativo  di OKINAWA, nato nel 1953, 8 ° dan di Goju-ryu karate e 8 ° dan di Kobudo della scuola del Maestro MATAYOSHI, il Maestro Zenei OSHIRO inizia la pratica del karate all'età di 15 anni sotto la supervisione del Maestro Eiichi MIYAZATO, uno dei maestri più famosi dell'isola. Il maestro MIYAZATO, che insegna Goju-ryu, era uno degli allievi diretti del maestro Chojun MIYAGI, il fondatore di questa scuola. All'età di 18 anni, Zeneï OSHIRO inizia a studiare Kobudo con il Maestro Shinpo MATAYOSHI. Continua a praticare il Karate e, due anni dopo, entra all'università. Diventa lo studente di karate del Maestro Seikichi HIGA, il figlio del Maestro Seiko HIGA. Ora sta seguendo l'insegnamento del Maestro Choyu KIYUNA.

All'età di 25 anni, il Maestro Zenei OSHIRO parte per la Germania. Insegnerà per 4 anni a Düsseldorf prima di tornare ad Okinawa. Alla fine, nel novembre 1986, il Maestro OSHIRO decise di tornare in Europa. Ma questa volta, si stabilirà in Francia, dove risiede da allora.

E' attualmente a capo del Karate Goju-ryu presso la Federazione Francese di Karate (FFKAMA) e il rappresentante della Scuola di Shodokan per tutta l'Europa.

Attualmente è l'esperto tecnico di molti dojo in Europa: Portogallo, Svizzera, Italia e in tutta la Francia (Normandia, Centro, Aquitania, Alsazia, Provenza Alpi Costa Azzurra e, naturalmente, Ile de France .

DI SEGUITO LE ARMI PRATICATE DALLA NOSTRA SCUOLA

Il BO è un bastone  di lunghezza 180 centimetri circa, il materiale usato per costruirlo è il legno o il rattan. Non toglie che possono essere costruiti anche con i materiali più disparati come l'alluminio o la plastica. Può essere denominato anche  rokushakubo: composto dalle parole giapponesi roku (sei), shaku (unità di misura giapponese) e bo (bastone).
Kata: Bo Kisso ichi, Bo kisso ni, Shushi no kon, Choun no kon, Sakugawa no kon, Chikin bo, Shiishi no kon.

Il SAI è  il nome dell'arma la cui forma è  composta da una sorta di spada corta appuntita,  con due rebbi laterali che si estendono dall'elsa. La foggia dell'arma ha diverse forme: arrotondati e ottagonali. I rebbi o tsuba in giapponese hanno una stessa direzione simmetrica, dall'impugnatua verso la punta dell'arma, però il Sai denominato Manji,  ha gli tsuba opposti.
Si  pensa che all'origine fosse uno strumento dell'agricoltura per i campi, per piantare  o come fermo nelle ruote dei  carri.
Kata: Sai Kisso ichi. Matayoshi no sai dai ichi, Matayoshi no sai dai ni, Shinbaru no sai.

il TONFA è  un manganello ad elle, paragonabile a quello in  dotazione alla Polizia Americana o alle forze di Polizia. Si  utilizza  singolo od a coppia. Le molte tecniche richiamano le stesse dei Sai. E' un'arma capace di bloccare attacchi di altre armi anche più grandi e in metallo. La duttilità nell'utilizzo, afferrandoli per il corpo e usando l'impugnatura per colpire, mostrano di essere una arma di grande efficacia.
Kata: Tonfa kisso ichi, Matayoshi no tonfa dai ichi, Matayoshi no tonfa dai ni.

Il NUNCHAKU:  l'arma è composta da due bastoni tenuti insieme da una corda   o una catena . Esistono due versione dell'arma, una a sezione ottagonale (giapponese)  l'altra a sezione circolare con catena (cinese). Le  tecniche utilizzate con quest'arma sono di percossa  e leve articolari  al polso ed al braccio. Per il fatto che sono snodate, la manualità dell'arma ha maggiori difficoltà nell'esecuzione delle tecniche
Kata: Nunchaku kisso ichi, Matayoshi no nunchaku dai ichi, Matayoshi no nunchaku dai ni.

Il KAMA è  un falcetto con lama ricurva. Utilizzato in coppia, prevede tecniche di blocco e taglio ai legamenti ed alle articolazioni per disarmare o rendere inerme il nemico.
Kata: kama no ti


L'EKU ha origine da un remo, approssimativamente di 160 cm.  Il  remo nel corso degli anni ha subito varie modifiche tali da farlo assumere il nome di katana dei pescatori. In effetti i colpi sono inferti con il taglio e la punta, resi maggiormente efficaci lavorando le parti esterne del remo
Kata: Chikin akachu no Eku-di

Il SANSETSU KON:È  formato da tre bastoni lunghi circa 70 cm. l'uno e sono uniti con una corda o una catena. E' un'arma flessibile. tale arma si fa volteggiare e roteare  mantenendo la presa nel bastone centrale.
kata: Haku ho.

KUWA (Zappa). Le tecniche di  attacco di quest'arma sono: il taglio con la lama: la testa della lama e la punta del manico.
Kata: Kuwa no ti.

Il Tinbei ha origine in Cina  nel tempio di Shaolin. Lo imparò Shinko Matayoshi dall'anziano e  venerato maestro Kingai. All'epoca del conflitto fra i tre regni (Sanzan  jidai), il Tinbei era già usato nel combattimento reale.
Si costruisce nei seguenti modi:
· usando la corteccia di un albero particolare chiamato "bin-lo". Questa  corteccia veniva lavorata e trattata con un olio specifico per  modellarne la forma e renderla più resistente.
· costruendo un telaio in bambù e ricoprendolo con pelle di bue.
· in ferro.
Questo scudo va utilizzato in coppia con una piccola spada (Banto) ed insieme formano l'arte del Tinbei-jutsu.
Kata: Timbei no kata.

il KURUMAN BO è  Bastone lungo 180 centimetri alla cui estremità viene fissato un altro bastone lungo circa 50 centimetri tramite corda o catena. L'arma trae origine da un attrezzo agricolo in uso anche nei Paesi occidentali. Il Nome italiano è CORREGGIATO. Impiegato un tempo dai contadini per la "battitura" del grano, funzione oggi svolta dalle trebbiatrici.
Il correggiato è composto da due aste di legno, una più lunga (manfanile) e una più corta (calocchia), collegate da corregge (striscia, tradizionalmente di cuoio, utilizzata per legare o mantenere accostati due pezzi di uno stesso oggetto).
L'attrezzo veniva impugnato per l'asta lunga, mentre la corta oscillava dal lato opposto all'impugnatura: battuta sulle spighe stese sull'aia distaccava il grano dalla pula.
Kata: Kuruman-bo no kata.

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